— rivista n° 17-18 – 1991
Testimonianze / Lavoro / NordSud…

Dopo ore di cammino in montagna capita di trovarsi in una posizione privilegiata dalla quale con lo sguardo sembra facile abbracciare l’itinerario percorso.
Si è presi dallo stupore per la distanza colmata passo dopo passo …L’occhio corre a cercare, spesso inutilmente, il punto da cui si è partiti nel tentativo di collegarlo idealmente alla meta che si ha in animo di raggiungere…
Talvolta, anche se per un attimo. la forza del vuoto, pronto ad inghiottire, fa sentire il suo potere, mentre dal profondo dell’animo una strana complicità emerge nel contatto con quell’immagine del nulla.
Così, forse, avviene nella vita di ciascuno quando ci si ferma un attimo, ci si volta un istante, quasi a cercare l’ispirazione per non fallire il tratto di vita che rimane. Sì, perché si sente che il tempo incalza e diventa decisivo orientare bene le residue energie facendo tesoro del patrimonio di esperienze acquisito.
Fuori dalla metafora: che passa per la mente di un preteoperaio in un mondo come questo, col panorama del mondo e della chiesa tanto cambiati? Il tempo ha chiarito che il suo lavoro (in fabbrica, nella bottega artigiana, nei servizi) non è un esperimento transitorio, ma una condizione di vita, anzi, una necessità come per la maggior parte di uomini e donne. Ma questo legame con il lavoro, o meglio con quei lavori che non hanno nulla a che fare con il “tipo ideale” del prete reclamizzato nella chiesa ed ampiamente riconosciuto dalla società non ha reso i PO un po’ simili a quei soldati giapponesi che, ignari della fine della guerra, nella giungla hanno continuato a combattere nemici immaginari?…
Si è presi dallo stupore per la distanza colmata passo dopo passo …L’occhio corre a cercare, spesso inutilmente, il punto da cui si è partiti nel tentativo di collegarlo idealmente alla meta che si ha in animo di raggiungere…
Talvolta, anche se per un attimo. la forza del vuoto, pronto ad inghiottire, fa sentire il suo potere, mentre dal profondo dell’animo una strana complicità emerge nel contatto con quell’immagine del nulla.
Così, forse, avviene nella vita di ciascuno quando ci si ferma un attimo, ci si volta un istante, quasi a cercare l’ispirazione per non fallire il tratto di vita che rimane. Sì, perché si sente che il tempo incalza e diventa decisivo orientare bene le residue energie facendo tesoro del patrimonio di esperienze acquisito.
Fuori dalla metafora: che passa per la mente di un preteoperaio in un mondo come questo, col panorama del mondo e della chiesa tanto cambiati? Il tempo ha chiarito che il suo lavoro (in fabbrica, nella bottega artigiana, nei servizi) non è un esperimento transitorio, ma una condizione di vita, anzi, una necessità come per la maggior parte di uomini e donne. Ma questo legame con il lavoro, o meglio con quei lavori che non hanno nulla a che fare con il “tipo ideale” del prete reclamizzato nella chiesa ed ampiamente riconosciuto dalla società non ha reso i PO un po’ simili a quei soldati giapponesi che, ignari della fine della guerra, nella giungla hanno continuato a combattere nemici immaginari?…
Abstract editoriale
Editoriale
- Senza rimpianti (ROBERTO FIORINI)
Testimonianze
- Roma e dintorni (MARIO SIGNORELLI)
- La fedeltà dell’esserci (GIANCARLO RUFFATO)
- Intuizioni… speranze… a voce alta (GIANPIETRO ZAGO)
Condizioni di lavoro
- Appunti sul “clima” in fabbrica (UMBERTO CIRELLI)
- Un operaio super-ristrutturato (LUIGI CONSONNI)
- Ne è valsa la pena (GIANNI ALESSANDRIA)
Voci dai coordinamenti
- Sull’onda del Seminario di Lonigo (PO DEL VENETO)
- “Il lievito” (PO DI ROMA)
Nord-Sud (in Italia e nel Mondo)…
- Una sintesi dal Salvador (CESARE SOMMARIVA)
- Teologia della lotta (3) (KARL GASPAR)
Verso il convegno nazionale ’92
- Proposta per il convegno (SEGRETERIA NAZIONALE)
- Lettera da una discarica (ROBERTO BERTON)
- Dal letame nascono i fiori (LUIGI FORIGO)
- Dov’è Dio? Una riflessione sul prete (UMBERTO MIGLIORANZA)
- Un disagio e un ringraziamento (CARLO CARLEVARIS)